P: Ultimamente sei sempre triste, non ridi quasi più. Che succede?
Ah, beata l’ignoranza di chi non ha mai provato la sessione estiva.
— Tre allegri ragazzi morti.
A tutte quelle persone che dicono agli altri: “sii forte”, “vabbè ma tanto lo superi, tu sei forte”, “sei sempre stata forte questo sicuramente neanche ti scalfirà”.
Vi siete mai chiesti se quelle persone vogliono continuare ad essere forti?
Vi siete mai chiesti che cosa pensano loro mentre voi gli ripetete sempre quelle frasi anche con tono scontato quasi scocciato?
Vi siete mai chiesti che cosa gli ha portati ad essere così?
Vi siete mai chiesti che schifo è dover far sempre la parte della persona forte?
La mia mente a volte ragiona come un sistema Windows: troppo complicata, macchinosa, mille problemi, mille domande.
Poi per fortuna mi ricordo che in realtà io uso un MAC.
Si ricomincia.
L’ultima fatica gratuita (si spera), le ultime 270 ore di tirocinio. Le ultime volte in cui (spero) potrò lamentarmi se mi sfruttano perchè : “io non sono pagata!”.
Le ultime volte che non avrò delle dirette responsabilità, mi verrà detto come fare le cose, come non farle, come si fanno ma come in realtà in ogni reparto si fa in modo diverso.
In questi tre anni ho assistito tante persone, non posso definirli tutti pazienti perché una signora che ti picchia con un ventaglio o tenta di strangolarti con il fonendo non la definiresti proprio paziente! Però posso dire che se tratti con gentilezza la maggior parte delle volte viene ricambiata e che se non ti fai rispettare ti metteranno sempre i piedi in testa.
Ci sono stati momenti in cui ho riso, momenti in cui ho ascoltato storie di tempi lontani da persone che non ricordavano neanche il menu della colazione però sapevano perfettamente le strade che avevano percorso in Germania quando cercavano lavoro, ricordavano nomi e cognomi dei compagni caduti in guerra. Ho visto occhi lucidi.
Ho dovuto fare i conti con persone immaginarie e doverle salutare ogni volta che entravo in stanza perchè “sennò si offende!”. Alcune persone mi hanno fatta arrabbiare, mi hanno infastidita per non dire mai “grazie” ma pensare che tutto gli sia dovuto perchè “io sono malato!” e invece era più sano di me.
Ci sono stati momenti in cui mi sono sentita inutile perché ho visto persone che soffrivano e medici che non facevano tutto il necessario,ho visto i famigliari accanirsi pur di tenere con sè il proprio genitore e a volte i famigliari eravamo noi.
Alcuni pazienti ho fatto iniezioni di morfina come se stessi dando una tachipirina, senza avere alcun effetto.
Ho visto la morte. Ho assistito e accompagnato nell’ultimo respiro.
Ora sono alla mia ultima tappa di tirocinio. In questo reparto vedrò finalmente la vita.
Ma come sempre non mi piacciano le cose semplici, ho scelto di vedere la vita ma quel tipo di vita che fa fatica a restare, quel tipo di vita che all’inizio deve essere portata avanti dalle macchine, quel tipo di vita che pesa appena 900 grammi.
Quel tipo di vita che da assistita diventa autonoma.
Neonatologia e terapia intensiva neonatale, a noi due.
— Jax
TRE esami, lo stesso giorno,alla stessa ora, ma in aule diverse.
Vi ho presentato l’organizzazione alla pene universitaria.
Non sapete quanto siete fortunati voi a non essere miopi, almeno non passate cinque minuti a parlare con il cuscino sul divano pensando fosse il gatto.